Attività professionale disciplinata ai sensi della l. 4/2013

 

 

Ashtanga Yoga

L'opera di Patanjali consiste in 196 sutra (in prima approssimazione potremmo tradurre questa parola con «aforismi» o «versi») che descrivono con magistrale chiarezza e incredibile capacita di sintesi la filosofia Yoga.
 
In realta la parola sutra significa «legame», «sequenza» o «catena» e indica come tutta l'opera sia un susseguirsi ininterrotto di idee che si incastrano perfettamente come i grani di una mala fino a formare un unico concetto che percorre in filigrana tutto il testo.
Questa scrittura e anche chiamata Yoga Darshana che e spesso tradotto con «filosofia Yoga» anche se in realta la parola darshana ha un significato molto piu profondo: letteralmente significa «vedere», quindi Yoga Darshana significa «il processo di vedere attraverso lo Yoga», ma si tratta di una vista preclusa agli occhi o ad ogni altro senso; e un vedere l'invisibile che si cela dietro la comune percezione.
Il testo e diviso in quattro sezioni:
  1. Samadhi Pada (51 sutra): viene analizzata la natura generale dello Yoga e poiche la tecnica essenziale e il Samadhi, quest'ultimo viene trattato approfonditamente tanto da attribuire il nome alla prima sezione.
  2. Sadhana Pada (55 sutra): contiene la teoria dei klesa ed un'analisi magistrale della sofferenza che la vita umana comporta ed affronta le prime cinque tecniche Yoga cui si fa riferimento come bahiranga, ovverosia esteriori. Scopo di questa sezione e quindi preparare fisicamente e mentalmente il sadhaka alla pratica dello Yoga superiore.
  3. Vibhuti Pada (56 sutra): tratta le tre rimanenti tecniche (antaranga, cioe interiori) e le siddhi cui queste naturalmente portano.
  4. Kaivalya Pada (34 sutra): vengono esposti i problemi filosofici essenziali che lo studio e la pratica dello Yoga comportano.
I versi si susseguono secondo una logica irrefutabile e sono meticolosamente disposti seguendo un ben preciso ordine, riuscendo a toccare ogni aspetto della filosofia Yoga con sorprendente chiarezza. Ogni sutra e una piccola perla che racchiude un insospettato rigore scientifico in un guscio di pura poesia.
 
Yogasutra – Libro del metodo (Sadhana pada):
 
 
Sutra 28
 

yogaanggaanusstthaanaadshuddhikssye jnyaandiiptiraavivekkhyaateH // 28 //

yoga-anga-anusthanad-asuddhi-ksaye jnana-diptir-aviveka-khyateh
 
Quando ogni impurita e dissolta grazie alla pratica dei membri dello yoga la luce della conoscenza [perviene] alla discriminazione.
 
 
Sutra 29
ym niymaasn praannaayaam prtyaahaar dhaarnnaa dhyaan smaadhyo'ssttaavnggaani // 29 //
yama niyama-asana pranayama pratyahara dharana dhyana samadhayo-’stavangani
 
Gli otto membri dello yoga sono: precetti negativi, precetti positivi, posture, controllo del respiro, raccoglimento, attenzione, meditazione ed estasi.
 
Sutra 30
ahiNsaastyaastey brhmcryaaprigrhaaH ymaaH // 30 //
ahimsa-satya-asteya brahmacarya-aparigrahah yamah
 
I precetti negativi sono: mansuetudine, veracita, onesta, castita e poverta.
 
Sutra 31
 
jaatideshkaalsmyaanvcchinnaaH saarvbhaumaamhaavrtm // 31 //
jati-desa-kala-samaya-anavacchinnah sarvabhauma-mahavratam
 
Quando non ammettono limitazioni di specie, luogo, tempo o circostanze, e sussistono a tutti gli stadi [mentali], costituiscono il grande voto.
 
Sutra 32
 
shauc sNtoss tpH svaadhyaayeshvrprnnidhaanaani niymaaH // 32 //
sauca samtosa tapah svadhyay-esvarapranidhanani niyamah
 
I precetti positivi sono: purezza, letizia, ascesi, preghiera, dedizione totale al Signore.
 
Lo yoga di Patanjali e spesso chiamato ashtanga Yoga, ovvero lo «Yoga degli otto stadi»; infatti anche se l'autore offre un'ampia varieta di tecniche per armonizzare la mente e il corpo, il percorso principale si articola in otto stadi fondamentali. I primi cinque sono:
 
  1. yama (armonizzazione delle relazioni interpersonali);
  2. niyama (armonizzazione delle sensazioni interiori);
  3. asana (bilanciamento degli impulsi nervosi opposti);
  4. pranayama (concentrazione di tutta l'energia pranica);
  5. pratyahara (raccoglimento ed eliminazione di tutte le distrazioni esterne alla persona);
Questi sono le cosiddette pratiche esterne, o bahiranga, che gradualmente preparano il corpo e la mente per gli ultimi tre stadi:
 
  1. dharana (concentrazione della mente in un unico punto e soppressione della confusione mentale utilizzando un simbolo psichico come centro focale);
  2. dhyana (meditazione; la consapevolezza scorre senza sforzo intorno al simbolo psichico);
  3. samadhi (uno stato in cui vi e completa assenza di qualsiasi modificazione mentale; tutto cio che rimane e consapevolezza).