Attività professionale disciplinata ai sensi della l. 4/2013

 

 

Kundalini Yoga

La parola Kundalini è familiare a tutti gli studenti di yoga, essendo nota come il potere, sotto forma di un serpente avvolto a spirale, residente nel muladhara chakra, il primo dei sette chakra; gli altri sei chakra sono, nell'ordine: svadhishthana, manipura, anahata, vishuddha, ajna e sahasrara. Tutte le sadhana sotto forma di japa, meditazione, kirtan e preghiera, come pure ogni sviluppo delle virtù, e l'osservanza di austerità come verità, non-violenza e continenza sono intese, nella migliore delle ipotesi, solo per ridestare il Potere del Serpente e farlo passare in successione attraverso tutti i chakra, dal svadhishthana al sahasrara. Quest'ultimo è chiamato anche loto dai mille petali, sede di Sadavisa o Parabrahman o dell'Assoluto, separata dal quale giace la Kundalini o Shakti nel muladhara, e per unirsi al quale la Kundalini passa per tutti i chakra, come spiegato prima, conferendo la liberazione all'aspirante che pratica assiduamente lo yoga (o la tecnica di unire Lei al suo Signore) e ottiene successo nel suo sforzo. Nelle persone del mondo, date al godimento dei piaceri sensuali e sessuali, il potere di Kundalini è addormentato per mancanza di qualsiasi stimolo, sotto forma di pratiche spirituali, poiché solo il potere generato da queste pratiche ridesta il Potere del Serpente, e non un qualsiasi altro potere derivato dal possesso di ricchezze e abbondanze mondane. Quando l'aspirante pratica seriamente tutte le discipline come prescritto negli Shastra, e secondo l'istruzione del precettore, nel quale la Kundalini dev'essere già desta e aver raggiunto la sua dimora o Sadasiva - solo acquisendo questa benedetta realizzazione una persona viene intitolata ad agire come guru o precettore spirituale, a guidare e ad aiutare anche gli altri a conseguire lo stesso fine - allora i veli o strati che avviluppano Kundalini cominciano ad aprirsi e infine sono fatti a pezzi, e il Potere del Serpente è spinto o per così dire guidato verso l'alto. Visioni sovrasensibili appaiono davanti all'occhio mentale dell'aspirante, nuovi mondi con meraviglie e fascini indescrivibili si rivelano davanti allo yogi. Piani dopo piani svelano la loro esistenza e grandiosità al praticante. Lo yogi ottiene conoscenza, potere e beatitudine divina in grado crescente, quando Kundalini attraversa chakra dopo chakra, facendoli fiorire in tutta la loro gloria - mentre prima del tocco di Kundalini non esprimevano i loro poteri - emanando la loro fragranza e luce divina) e rivela i fenomeni e i segreti divini che stanno nascosti dall'occhio delle persone mondane, che rifiutano di crederne la stessa esistenza. Quando Kundalini ascende un chakra, o centro yogico, anche lo yogi ascende un gradino, o piolo, nella scala yogica; egli legge una pagina in più, quella seguente, nel libro divino; più Kundalini si muove verso l'alto, più anche lo yogi avanza in relazione verso la meta o perfezione spirituale. Quando Kundalini raggiunge il sesto centro o ajna chakra, lo yogi ottiene la visione di Dio Personale o saguna Brahman; e quando il Potere del Serpente raggiunge l'ultimo centro sul capo, il sahasrara chakra o loto dai mille petali, lo yogi perde la sua individualità nell'oceano di Sat-Chit-Ananda o Esistenza-Conoscenza-Beatitudine Assoluta e diviene uno con il Signore o Anima suprema. Egli non è più un uomo comune, e nemmeno un semplice yogi, ma un saggio pienamente illuminato, avendo conquistato l'eterno e illimitato regno divino; un eroe, avendo vinto la battaglia contro l'illusione; un mukta o liberato, avendo attraversato l'oceano dell'ignoranza o l'esistenza trasmigratoria; e un superuomo, avendo l'autorità e la capacità di salvare le altre anime che lottano nel mondo relativo. Le Scritture acclamano lui e la sua realizzazione nel modo più grande e glorificante possibile. Gli esseri celesti lo invidiano, inclusa la Trinità, cioè Brahma, Vishnu e Shiva.
 

 
L'Importanza del Kundalini Yoga
 
Nel kundalini yoga la Shakti creatrice e sostenente l'intero corpo è effettivamente e veramente unita col Signore Shiva. Lo yogi La incita a introdurlo al Suo Signore.
Il risveglio di Kundalini Shakti e la Sua unione col Signore Shiva produce lo stato di samadhi (unione estatica) e di anubhava (esperienza) spirituale. È Lei che dà la Conoscenza o Jnana, perché questa è Lei stessa. La stessa Kundalini, quando risvegliata dagli yogi, consegue per loro l'illuminazione (Jnana). Kundalini può essere risvegliata con vari mezzi, e questi metodi differenti sono chiamati con diversi nomi, cioè: raja yoga, hatha yoga, ecc. Chi pratica il kundalini yoga afferma che esso è migliore di qualsiasi altro processo e che il samadhi ottenuto suo tramite è più perfetto. La ragione che essi adducono è questa: nel dhyana yoga, l'estasi ha luogo mediante il distacco dal mondo e la concentrazione mentale, guidando la varietà dell'operazione mentale (vritti) del levarsi della pura coscienza non ostacolata dalle limitazioni della mente. Il grado in cui si compie questo svelarsi della coscienza dipende dal potere meditativo, dhyana shakti, del sadhaka e dalla misura di distacco dal mondo. D'altro canto, Kundalini - è tutta Shakti e perciò è Lei stessa jnana Shakti - quando destata dagli yogi, concede jnana e mukti. Inoltre, nel kundalini yoga non c'è semplicemente il samadhi tramite la meditazione, ma il potere centrale del jiva porta con sé le forme di corpo e mente. L'unione in questo senso è considerata più completa di quella procurata soltanto attraverso metodi. Sebbene in entrambi i casi si perde la coscienza del corpo, nel kundalini yoga non soltanto la mente ma anche il corpo, in quanto rappresentato dal suo potere centrale, è effettivamente unito col Signore Shiva nel sahasrara chakra. Quest'unione (samadhi) produce bhukti (godimento), che un dhyana yogi non possiede. Un kundalini yogi possiede entrambi bhukti (godimento) e mukti (liberazione) nel senso più pieno e letterale. Perciò, questo yoga è osannato come il più eminente di tutti gli yoga. Quando la dormiente Kundalini è risvegliata dai kriya yogici, forza un passaggio verso l'alto attraverso i diversi chakra (shat-chakra bheda). Li eccita, o stimola ad un'intensa attività. Durante la sua ascesa, strato dopo strato della mente, si apre pienamente. Tutte le afflizioni (klesha) e i tre tipi di tapa (bruciore) svaniscono. Lo yogi fa esperienza di varie visioni e poteri, di beatitudine e conoscenza. Quando raggiunge il sahasrara chakra nel cervello, lo yogi ottiene il massimo di conoscenza, beatitudine, potenza e siddhi; raggiunge il gradino più alto nella scala yogica. Ottiene il perfetto distacco da corpo e mente, e diviene libero in ogni senso. È uno Yogi completamente sbocciato (purna yogi).

 
[sw. Shivananda]