Attività professionale disciplinata ai sensi della l. 4/2013

 

 

Sarvàngasana

 
N.B.: Qualsiasi pratica yoga va eseguita esclusivamente sotto la guida di un Insegnante qualificato.
 
Il suo nome deriva da Sarva-anga-uttàna-àsana (sarva= tutto, anga=membra, uttàna=alzato) dunque la traduzione letterale è posizione in cui tutte le mebra sono sollevate.
Questa sposizione deve i suoi principali effetti alla posizione capovolta del corpo, allo stiramento della nuca ed alla stimolazione del ghiandola tiroide, per la pressione che il mento esercita sullo sterno. Gli orientali ammettono l’esistenza di un flusso di energia tra il cielo e la terra. Nella posizione eretta l’uomo ne è attraversato dal capo ai piedi. Nelle posizioni inverse il flusso di energia attraversa il corpo in senso opposto, ripristinando l’equilibrio nell’essere umano.
La scienza ha spiegato che questo campo elettrpostatico esiste davvero, ed è compreso tra la carica negativa della superficie terrestre (troposfera), alla carica positiva dell’alta atmosfera (litosfera).
Se consideriamo che i fenomeni vitali, in particolare quelli legati all’attività nervosa e celebrale sono di natura elettrica, e che gli elettroliti nelle cellule sono dei veri e propri operai della vita, possiamo facilmente comprendere che questo campo elettrico, nel quale viviamo immersi, abbia delle correlazioni con i fenomeni vitali del nostro organismo.
 
Benefici
 
S. ha un’influenza importante ed immediata sulla circolazione del sangue, quindi i maggiori benefici si avvertono sulle gambe e sugli organi addominali. Vengono infatti eliminate tutte le stasi sanguigne. Importanti effetti derivano inoltre dalla accentuata azione che esircita sulla tiroide, sul timo e sull’apparato respiratorio.
 
- Colonna vertebrale
S. annulla i normali incurvamenti fisiologici della colonna che la rendono simile ad una S allungata. S. elimina le incurvature della spina dorsale e portando lo sterno a contatto con il mento blocca i movimenti della gabbia toracica rendendo obbligatoria la respirazione addominale.
 
- Muscoli
S. fortifica i muscoli addominali soprattutto quando è praticata con l’arresto intermedio a 30° e 60° (fase dinamica).
 
- Organi addominali e ghiandole endocrine
S. combatte la ptosi, drena e decongestiona l’addome, elimina le ipostasi nelle viscere e temporaneamente le congestioni nel basso ventre (prostata).
S. con la particolare posizione del collo che accentua la curvatura della carotide porta alla regione della tiroide, già compressa, un’abbondante irrigazione di sangue, annullando così le lievi alterazioni tiroidee, esistenti in pratica in ognuno di noi. La regolarità delle funzioni tiroidee dona calma, sicurezza, e salvo eccessi di nutrizione, il normale peso del corpo. L’ipofisi e l’ipotalamo, considerati come responsabili della produzione ormonale delle altre ghiandole endocrine, sono beneficamente stimolati. Tutto si compie grazie a S. che influenza anche il timo.
 
- Circolazione sanguigna
A livello dei muscoli delle gambe S. previene le varici, ha inoltre effetti benefici sulle emorroidi. Chi soffre di questi disturbi troverà maggior beneficio da una pratica ripetuta diverse volte al giorno.
 
- Sistema nervoso
S. agisce sulla parte cervicale della colonna vertebrale. I cui nervi, particolarmente importanti, sono come liberati, tonificati e rigenerati. Una grande quantità di sangue a pressione normale irrora il cervello eliminando gli spasmi vascolari che originano molti mal di testa (encefalopatie).
 
- Respirazione
La pressione che lo sterno esercita contro il mento, impedisce i movimenti della respirazione alta, e limita quelli del torace, quindi la respirazione diviene necessariamente diaframmatica. Non sosrprendiamoci se S. produce effetti terapeutici su alcune forme di asma. L’asmatico respira con la parte alta dei polmoni sollevando le spalle; in S. ciò gli è impossibile perché è meccanicamente obbligato a respirare con l’addome. Inoltre i visceri, pesando sul diaframma, favoriscono l’espirazione restituitendo la mobilità a quest’organo, inerte per gli asmatici. Quest’asana è pertanto un prezioso aiuto alla terapia medica.
 
Controindicazioni
La pratica di questa àsana è controindicata per chi soffre di affezioni acute della testa e del collo come otiti, ascessi dentari, angine, affezioni non lievi della tiroide, sclerosi dei vasi celebrali.
 
Tratto da:
Imparo lo Yoga – Andrè Van Lysebeth