Attività professionale disciplinata ai sensi della l. 4/2013

 

 

Bhastrika Pranayama

 

Il termine Bhastrika significa “mantice”. Fa parte dei molti Pranayama che esistono nello Yoga, e tra essi, è uno fra i più importanti.

E’ una respirazione che si esegue solo con la parte toracica del busto. L’addome rimane fermo e controllato con una discreta contrazione degli addominali mentre le costole si espandono e si contraggono con forza.

Inizialmente è bene partire con un ritmo più lento, circa una battuta al secondo o anche meno, per poi, col tempo, accellerarlo. Siccome Bhastrika è sostanzialmente una respirazione iper-ventilante, ha delle ripercussioni su tutto il corpo, quindi è bene partire con delle precauzioni. Agli inizi non è importante la velocità quanto la correttezza di esecuzione. Se non si ha la giusta pazienza per imparare, si incorre in pericoli che vanno dall’aritmia cardiaca all’enfisema polmonare. Quindi piano piano impariamo la respirazione Bhastrika.

Benefici:
Il sangue si riempie di ossigeno e vengono espulse grandi quantità di CO2. Il pH nel sangue si modifica temporaneamente. Questa forte perdita di anidride carbonica permette alle cellule di liberarsi a loro volta del CO2 in eccesso. Per riequilibrare il CO2 che viene espulso, si deve eseguire la ritenzione dell’aria a polmoni pieni eseguendo Bandha Traya. Le cellule si caricano di ossigeno e questo “perdere e acquisire” velocemente accresce l’attività cellulare. L’accelerazione dell’attività degli alveoli polmonari, l’accelerazione dello scambio tra ossigeno e CO2 stimolati dal Bhastrika, producono una rivitalizzazione di tutto l’organismo. Bhastrika (e così pure Kapalabhati, respirazione che vedremo in seguito) ha un effetto molto profondo sul sistema neurovegetativo: l’iperossigenazione del sangue combinata all’abbassamento del CO2 calma il centro della respirazione e questo fatto si ripercuote su tutto il sistema neurovegetativo.