Attività professionale disciplinata ai sensi della l. 4/2013

 

 

Narada, vuoi andare a prendermi dell'acqua?

Una leggenda racconta che un giorno Narada chiese a Krishna: « Signore, mostrami la Maya ».
 
Passarono alcuni giorni e Krishna ordinò a Narada di recarsi con Lui verso una foresta. Dopo che ebbero camminato parecchi chilometri, gli disse: « Narada, ho sete, vuoi andare a prendermi dell'acqua? ». « Vado subito, Signore ». E Narada partì in cerca dell'acqua. A poca distanza trovò un villaggio. Vi entrò per cercarvi l'acqua, e bussò ad una porta che gli fu aperta da una bellissima fanciulla. Alla vista di lei, Narada si dimenticò immediatamente del suo Maestro che aspettava l'acqua e che forse stava morendo di sete. Immemore di tutto, cominciò a conversare con la fanciulla, e a poco a poco dalla conversazione nacque l'amore. Narada chiese al padre la mano della ragazza. Si sposarono, vissero nel villaggio ed ebbero dei figli. E così passarono dodici anni. Il suocero morì, il giovane ereditò i suoi beni, e trascorse, almeno apparentemente, una vita molto felice con sua moglie, i suoi figli, i suoi campi e il suo bestiame. Poi venne un'inondazione. Una notte il fiume crebbe, straripò dagli argini e sommerse sotto le sue acque l'intero villaggio. Le case crollarono, uomini e animali furono travolti dalla corrente e annegarono; ogni cosa fu spazzata via dalla furia delle correnti. Narada dovette fuggire. Con una mano teneva la moglie e con l'altra due dei suoi figli; un terzo se lo portava sulle spalle. Tentò di passare a guado, ma dopo pochi passi dovette convincersi che la corrente era troppo violenta. Il bambino che portava in collo cadde e fu trascinato via dalle acque. Narada lanciò un urlo di disperazione. Cercando di salvare il piccolo allentò la presa sugli altri che, come il fratello, furono travolti. Alla fine anche la moglie, che Narada aveva fino allora trattenuta con tutte le sue forze, gli fu strappata dalla furia delle acque. Il poveretto, gettato sulla riva, cominciò a singhiozzare e gemere pietosamente. Si levò allora alle sue spalle una voce dolcissima che gli chiese: « Figliolo, mi hai portato l'acqua? Ti mandai in cerca di un po' d'acqua mezz'ora fa e ti sto ancora aspettando ». « Mezz'ora fa? », esclamò Narada. Nella sua mente egli aveva vissuto dodici anni, mentre tutte quelle scene si erano svolte in appena mezz'ora. E questo è Maya.
In una forma o nell'altra tutti vi siamo immersi. E' uno stato di cose complesso e difficile a comprendersi. In ogni paese lo si è predicato e insegnato, ma solo pochi vi credono, perché, per credervi, è necessario farne esperienza.
 
[Tratto da: Swami Vivekananda JNANA-YOGA - Lo Yoga della Conoscenza]